Caffè filosofico nel Giardino Segreto

Sabato 6 e domenica 7 giugno 2026 si è svolta una nuova edizione di Appuntamento in Giardino, la manifestazione nazionale dedicata alla valorizzazione dei parchi e dei giardini d’Italia, promossa dall’APGI (Associazione Parchi e Giardini d’Italia) con il patrocinio del Ministero della Cultura e dell’ANCI. Nata come una vera e propria “festa del giardino”, l’iniziativa si svolge in contemporanea con Rendez-vous aux jardins, coinvolgendo oltre 20 Paesi europei. L’edizione 2026 ha ricevuto anche il patrocinio della Commissione europea e del Comitato Nazionale per l’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi.

In questo contesto, il Giardino Segreto di OperaExtravaganza ha ospitato Lo sguardo e l’ascolto, il caffè filosofico dell’APS Lo sguardo e la voce, condotto da Monica Sanfilippo, docente di filosofia, violista e consulente filosofica. L’incontro non è stato pensato come semplice intrattenimento, ma come un vero esercizio di educazione sensoriale: un modo per usare i sensi come strumenti di consapevolezza critica ed emotiva.

Il caffè filosofico ha risposto direttamente al tema scelto dall’APGI per il 2026: “La Vista”. Tradizionalmente considerata il più “nobile” dei sensi, porta privilegiata del logos, la vista è ciò che ci permette di cogliere forme, proporzioni, stili e armonie di uno spazio naturale o architettonico. Ma un giardino non è solo ciò che appare: è un intreccio di memorie, simboli, stratificazioni sensoriali. È un luogo in cui l’essere umano sperimenta da sempre modi diversi di abitare il mondo, sospeso tra natura e cultura. L’incontro ha raccolto l’invito della manifestazione: moltiplicare gli sguardi, usare il visibile come porta d’accesso all’invisibile. Entrare in un giardino significa isolarsi dal rumore di fondo quotidiano. Non è un gesto ornamentale: è un cambio di ambiente che modifica realmente il nostro livello di attenzione.

Durante l’incontro si è esplorata la differenza tra vedere e guardare. Il riferimento a Platone, Agostino e Lévinas, per citarne alcuni, non ha certo avuto scopi accademici, piuttosto l’intento di sostenere stimoli pratici all’introspezione, alla riflessione e al dialogare comunitario.

Se lo sguardo seleziona, l’ascolto accoglie. Riprendendo l’etimologia latina auscultare, “coltivare l’udito”, si è discusso di come l’ascolto non sia mai passivo. È una postura che richiede sospensione del giudizio, silenzio interiore, disponibilità.

Fulcro dell’esperienza è stato l’ascolto guidato di brani musicali minimalisti, privi di picchi drammatici. Musiche che non impongono un’emozione, ma creano uno spazio neutro in cui ciascuno può riconoscere la propria.

Le reazioni sono state immediate e concrete: per molti partecipanti l’ascolto ha fatto emergere ricordi nitidi, immagini mentali, sensazioni corporee. La musica ha funzionato come un ponte tra stimolo esterno e interiorità, mostrando come i sensi possano diventare strumenti di auto-osservazione.