Il Master approda a Gaeta: pratiche filosofiche e formazione atmosferico-espressiva.

Dal 17 al 19 ottobre 2025 si è tenuto a Gaeta il terzo incontro in presenza del Master in Counseling Filosofico, promosso da Lo sguardo e la voce APS, Associazione di promozione sociale attiva nella diffusione delle pratiche filosofiche e delle discipline estetico-espressive.

L’incontro ha confermato l’impostazione del percorso, consolidando l’approccio integrato tra filosofia pratica, espressione estetica e costruzione di atmosfere relazionali. Anche per questo weekend formativo in presenza, la scelta del luogo, nonché la cura degli spazi formativi, è stata predisposta per facilitare l’interazione tra riflessione teorica, le esercitazioni pratiche, l’incontro di vissuti. Questo approccio, come già evidenziato, non si limita alla trasmissione di contenuti, ma promuove un’esperienza educativa e professionale immersiva, in cui il luogo e l’atmosfera diventano parte attiva del processo di indagine filosofica. Gli ambienti scelti — naturali, accoglienti o esteticamente significativi — e le
pratiche esercitate sono intesi come “dispositivi” formativi capaci di favorire il pensiero critico, la presenza consapevole, la qualità della relazione, personale e intersoggettiva. In tale prospettiva, la formazione si configura come un percorso incarnato, in cui mente, corpo e voce concorrono alla costruzione di senso, alla cura di sé e alla generazione di nuove visioni della realtà.

Il gruppo dei partecipanti ha avuto modo di approfondire nuclei tematici e modalità fondamentali della consulenza filosofica, attraverso lezioni e laboratori progettati per integrare teoria e pratica in modo coerente con l’approccio declinato. In particolare, il programma di questo weekend ha toccato: lo specifico del “filosofico” nel counseling filosofico; l’identità e il nome, la parola e il nominare, come pratiche di consapevolezza linguistica e di senso; la costruzione di atmosfere come campi di esperienza condivisa, che emergono dall’interazione tra soggetti, ambienti, linguaggi e gesti, non semplicemente come “climi emotivi”, ma strutture di senso che orientano la relazione e ne determinano la profondità, la direzione, il movimento.

La dimensione sensoriale è stata esplorata attraverso il laboratorio delle parole, dell’ascolto e della voce, che hanno lavorato
sull’espressività a più livelli, come mezzo di comunicazione autentica, capace di incarnare la connessione tra pensiero, interiorità e rappresentazione. Di particolare rilievo è stata la partecipazione di Paul J. Stoesser, già docente e direttore tecnico
del Centre for Drama, Theatre and Performance Studies dell’Università di Toronto, che ha tenuto una lezione sul ruolo del teatro nella costruzione di atmosfere, affiancato sul tema da
Giangiacomo Colli, docente, attore e regista. L’intervento ha evidenziato come le tecniche teatrali possano arricchire il lavoro del consulente filosofico, offrendo strumenti per la gestione dello spazio, della voce e della presenza scenica, elementi fondamentali nella relazione d’ascolto.

In un mondo dominato dalla fretta, dalla frammentazione e dalla comunicazione funzionale, lavorare filosoficamente sulle atmosfere significa rimettere al centro l’umano, la ragione e il
sentire, la relazione.

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